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La piccola rivoluzione di Cna Fvg Paolo Brotto: un cambiamento necessario e auspicato

Si chiude un anno travagliato, per l'economia e anche per la stessa CNA, che ha effettuato il passaggio della sua organizzazione verso la regionalizzazione. Un cambiamento radicale, una piccola "rivoluzione" che vede finalmente unite intanto le prime tre province (Gorizia, Pordenone e Udine concludono le procedure subito mentre Trieste entrerà in un secondo momento). "C'è la buona intenzione di tutti di far funzionare questa importante modifica del sistema CNA - annuncia il presidente regionale CNA Fvg Paolo Brotto -, sia a livello nazionale che locale. Siamo sempre più determinati e convinti, era un cambiamento necessario e auspicato".

Le operazioni si sono chiuse con le assemblee di dicembre delle CNA di Udine, Gorizia e Pordenone; oggi la regionalizzazione diventa quindi norma, e con il completamento del percorso di aggregazione si riconosce un'unica CNA con un nuovo assetto, semplificato e più snello, che consentirà di servire meglio gli associati e di programmare anche altri servizi.

L'anno che si è chiuso è stato decisivo anche per altre novità, come la conferma della collaborazione con altre associazioni datoriali, in primis la "cugina" Confartigianato. "Ci siamo confrontati per portare avanti, insieme e più forti, le istanze dell'artigianato. La nostra volontà è di arrivare in breve tempo a una collaborazione anche con le altre organizzazioni". Il riferimento è a Rete Imprese Italia, ancora alla ricerca di un'identità definita. "CNA nazionale – continua Brotto – sta spingendo affinché si riveda la formazione per far sì che mondi diversi si incontrino, magari lavorando su due filoni. Certo, ci vorrà del tempo, bisogna trovare temi di interesse generale e e svilupparli assieme".

Vanno bene nuove forme di aggregazioni e collaborazioni, "però - precisa il segretario regionale Roberto Fabris - riteniamo che specialmente in questa regione sia molto più importante partire dall'unità del comparto artigianato e della piccola impresa, perché rileviamo oramai da diversi anni che sul piano politico sindacale vi è un'intesa piena, sistematica, di fronte alle richieste di intervento da parte delle istituzioni con i colleghi di Confartigianato, con cui da tempo parliamo la stessa lingua", e in questa direzione si sono mossi anche le CNA provinciali di Udine e Gorizia, "che hanno fatto tantissimo".

Guardando al nuovo anno che sta per aprirsi, inevitabile ribadire concetti di cui le associazioni datoriali da tempo si fanno portavoce: il governo centrale deve liberare le imprese dalla grave pressione fiscale, dalla soffocante burocrazia, da un clima che attanaglia il mondo del lavoro imprenditoriale incupito dal terrorismo fiscale e dalle eccessive attività di controllo sugli ambienti di lavoro. "Noi vogliamo rispettare le regole, naturalmente - specifica Fabris -, ma gradiremmo che fossero più semplici e i sistemi più leggeri. Chi va controllato è l'evasore totale, il grande evasore; va rivista la gestione della cosa pubblica, oggi sul modello mafia-capitale. Il problema non sta nell'irregolarità della contabilità degli artigiani, del singolo scontrino fiscale di un negozio. E' ora di liberare l'impresa da inutili balzelli e costrizioni, affinché possa consumare correttamente le sue energie per la produzione invece di sprecare tempo in mille altre funzione accessorie. Ben venga la riforma del lavoro: oggi le nostre imprese sono preoccupate di assumere, quando il mercato lo consente, proprio per questa rigidità che rende in caso di difficoltà ostacola l'eventuale ridimensionamento".

Paolo Brotto suggerisce alla politica di valorizzare maggiormente le imprese locali piccole, quelle che si rivolgono al mercato interno e quindi più soffrono della crisi perché, per dimensioni e tipologia, non riescono a puntare al di là del proprio territorio di riferimento. "Finora si è dato risalto alle aziende che internazionalizzano, ma sono le Pmi a dover essere aiutate, perché col mercato interno in stasi per loro non può esservi ripresa. Bisogna dare impulso e aumentare la possibilità di spesa della famiglia". Apprezzabili, comunque, secondo il presidente Brotto, gli sforzi del governo, "ma si è trattato di piccoli interventi che non hanno contribuito alla ripresa".

A livello locale la legge finanziaria contiene buoni spunti, "ma è prematuro affermare cosa funzionerà. Ci aspettiamo incontri esplicativi e un confronto, presso la nostra sede, degli assessori competenti".

 

Rosalba Tello

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